Chiara Crespi, Oggetti da ordinarie Wunderkammer – di Fabio Carnaghi

 

 

Sembrano souvenir dalla quotidianità gli oggetti-scultura di Chiara Crespi. Cose terminano la loro vita per cominciarne una nuova. La raccolta si conserva come traccia del trascorso che si stratifica in veri e propri nidi semantici che afferiscono al denominatore comune del domestico, che si fa altro e superamento di ogni oltre. Il decoro enumera e l’oggetto parla di un viaggio della defunzionalizzazione, portando con sé memorie, roccaglie e ordinari mirabilia di un turismo tra guardaroba, pensili da cucina, cassetti e scrivanie.